LA UIL DENUNCIA
Disagi che proseguono per gli immigrati regolari, oltre 2 mila kit che non hanno alcun valore, problemi per i residenti che per diverse settimane sono stati costretti a subire lunghe code in più uffici, soprattutto quelli postali, una mobilitazione di forze dell'ordine, ma anche un giro d'affari che sfiora i 150 mila euro. Sono questi i numeri dei due mesi che hanno caratterizzato in città l'ondata anomala di clandestini arrivati da tutt'Italia a consegnare i moduli (leggi kit) per ottenere il permesso di soggiorno. Ora che la situazione sembra tornata alla normalità a tirare le somme di quanto accaduto è il segretario provinciale della Uil Immigrati, Beppino Nosella. Ma il sindacalista ha fatto di più. Già, ha voluto capire nel dettaglio quali sono i problemi che questa ondata anomala ha creato agli immigrati regolari. Una sorta di "indagine" che ha interessato in particolare gli uffici postali dopo lastrettadelle settimane scorse. «Gli esempi di disagi sono molti - spiega Nosella - ma mi limiterò a citare i più recenti. Il 22 agosto Doris, cittadina ghanese si è presentata allo sportello delle Poste centrali con un kit stampato dal nostro patronato, relativa busta e ricevuta di spedizione via e-mail. Nonostante questo allo "Sportello Amico" hanno respinto la malcapitata perché priva di "visto", documento applicato nella pagina del passaporto. Evidentemente allo sportello non sanno che il "visto" non serve per il rinnovo del permesso di soggiorno. Il giorno seguente - va avanti Nosella - un uomo di nazionalità marocchina si è presentato sempre alle poste centrali per consegnare la busta (sempre compilata dal nostro patronato) ed è stato respinto perché la sua domanda sarebbe stata mal compilata. Il motivo: non poteva chiedere il rilascio del permesso, ma il rinnovo essendo privo di visto. A quel punto siamo tornati in Posta con lo straniero e qui la sorpresa: l'impiegato allo sportello era cambiato e quello nuovo ha accettato la documentazione. Siamo alla follia: prima si prendeva tutto, oggi non si accetta neppure il kit corretto, segno che il personale non è stato ancora ben istruito». Nosella sottolinea altri due aspetti. «La Uil già il 12 luglio scorso aveva segnalato alle autorità quello che stava accadendo senza però avere riscontri. Infine il giro d'affari. Complessivamente i clandestini hanno fruttato circa 150 mila euro. Di questi 60 mila alle Poste secondo convenzione, altri 29 mila per le marche da bollo sui kit e circa 55 mila per i versamenti (già eseguiti) legati alla stampa del permesso di soggiorno. Visto che questo documento a quasi tutti loro non arriverà mai, che fine faranno quei soldi?».
ldf
Tratto da Gazzettino Online
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